24 oct 2020

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FINAL DE CHAMPIONS

Italia insta a cambiar la sede de la final Champions League en Estambul

El Ministro de Deportes de Italia condena la intervención de Turquía de invasión al pueblo kurdo

Algunos jugadores turcos hicieron la salutación militar para celebrar su tanto ante Albania como muestra de apoyo a Erdogan

El Periódico

Logo de la UEFA Champions League.

Logo de la UEFA Champions League. / REUTERS / ERIC GAILLARD

Italia exige el cambio de sede a la UEFA para la final de la Champions League 2020 que se debe celebrar en Estambul a causa de las controversias de su conflicto bélico con los kurdos. Vincenzo Spadafora, primer ministro de deportes italiano, interpela a la paz como valor que actualmente atenta con las actuaciones de Turquía.

En el partido entre Turquía y Albania, los jugadores otomanos realizaron la salutación militar como gesto para apoyar a Erdogan en la invasión turca a la región kurda en Siria. Además, repitieron el mismo gesto en el partido ante Francia.

Sanción a Cenk Sahin

El jugador turco Cenk Sahin, ha sido apartado por su club, el St. Pauli alemán, por su apoyo a través de las redes sociales a favor de la intervención turca ya que el club cree que es incompatible contra los valores de paz y harmonía de la entidad. 

El primer ministro italiano considera que la UEFA debe cambiar de país para celebrar la final de la máxima competición continental. Spadafora cree que el fútbol es un instrumento de paz y por lo tanto Turquía no debe albergar la final.

  
 
  

 A seguito dell'offensiva turca ai danni del popolo curdo, ho deciso di scrivere una lettera al Presidente dell'UEFA sull'opportunità di disputare la Finale di @championsleague a Istanbul. Vi propongo qui il testo integrale: Egregio Presidente Ceferin, a seguito dei gravissimi atti contro la popolazione civile curda avvenuti negli ultimi giorni, il Consiglio degli Affari esteri dell’Unione Europea è appena intervenuto ufficialmente: “L’Unione europea condanna l’azione militare della Turchia che mina seriamente la stabilità e la sicurezza di tutta la regione”. Parole nette che interpretano il sentimento diffuso nell’opinione pubblica europea ed italiana. Le notizie di violazioni dei diritti umani, di crimini contro i civili e dell’uccisione di attivisti come Hevrin Khalaf hanno profondamente colpito la comunità internazionale. Ricordo che l’Assemblea generale delle Nazioni Unite promuove da anni la “Giornata internazionale dello sport per lo sviluppo e la pace” ogni 6 aprile, riconoscendo allo sport un importante valore sociale e culturale. Per tutti questi motivi, in qualità di Ministro per lo Sport del Governo italiano, le chiedo di valutare se non sia inopportuno mantenere, ad Istanbul, la finale della Uefa Champions League in programma per il prossimo 30 maggio. Sappiamo bene che la drammaticità di quanto sta avvenendo in Siria non si risolverà con questo atto, ma siamo tutti consapevoli dell’importanza – politica, mediatica, economica, culturale - che riveste uno degli appuntamenti sportivi più importanti a livello mondiale. Consapevole delle numerose implicazioni, e rispettando l’autonomia dell’organo da Lei presieduto, mi auguro che il calcio europeo nella sua massima espressione possa, per il suo tramite, prendere la scelta più coraggiosa e dimostrare, ancora una volta, che lo sport è uno strumento di pace. Confidando in un positivo riscontro porgo cordiali saluti. Vincenzo Spadafora Ministro per le Politiche giovanili e lo sport della Repubblica Italiana

 

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